ROMA – La norma è passata in un attimo, senza dibattito. Nell'ambito della discussione sulla legge di riordino dell'ordinamento regionale, il Consiglio Regionale ha approvato un emendamento che modifica la legge antiludopatia (la n. 9 del 2 maggio 2016), definendo gli obblighi degli imprenditori del settore sulla delicata questione degli “adeguamenti successivi”. In sintesi il provvedimento, presentato dalla maggioranza di centro sinistra e già approvato in Commissione Bilancio, stabilisce che esercenti e titolari di sale che ospitano slot e videolottery siano obbligati a chiudere o trasferirsi in un lasso di tempo prefissato, nel caso in cui nei loro pressi sorgano nuovi luoghi sensibili (tra i quali chiese e scuole, ma anche bancomat e compro oro) entro i limiti del distanziometro fissato dalla legge. I titolari di esercizi pubblici (bar e tabacchi) si devono adeguare entro quattro anni “dal verificarsi di tale situazione”, mentre le sale da gioco e sale scommesse hanno otto anni di tempo.
Va ricordato che in Piemonte, dal 20 novembre 2017, tutti gli esercizi pubblici non in regola con il distanziometro sono stati costretti a disinstallare le slot dal locale. E che, sempre a termini di legge, i titolari di sale da gioco e sale scommesse saranno costretti a fare lo stesso nel maggio del 2019. Ora, questo emendamento fa sì che anche le imprese trasferite in “zona lecita”, debbano chiudere i battenti o traslocare di nuovo, nel caso nuovi luoghi sensibili trasformino la zona da permessa a proibita.
MF/Agipro