ROMA - Sono 4.395 gli occupati in Italia addetti al gioco online. È il dato che emerge dal "Percorso di Studio sul settore dei giochi in Italia" condotto dalla CGIA di Mestre, in collaborazione con As.tro, presentato oggi a Roma. "I concessionari autorizzati ad operare nel settore del gioco online sono 83, di cui 53 italiani e 30 esteri", si legge nella ricerca, che stima che, da una prima analisi "i proventi del gioco online dei 53 concessionari italiani rappresentino un ammontare di risorse in grado di sostenere almeno 1.600-1.700 lavoratori".

Nel corso degli anni il peso della spesa del gioco online sul totale della spesa del gioco lecito è andato progressivamente aumentando, anche a causa della contrazione che il settore retail ha dovuto sopportare a causa dei lunghi periodi di sospensione dell'attività durante la pandemia: non deve quindi stupire se nel 2022 – primo anno di ritorno alla normalità – si registri una riduzione del peso della spesa del gioco online sul totale, anche se il totale (pari a 3.900 milioni di euro), non solo si è consolidato, ma è cresciuto di un ulteriore 5%.

Insieme al maggior peso che il gioco online ha assunto negli anni è cresciuto in maniera rilevante anche il gettito per l'erario. In soli 5 anni, dal 2015 al 2020, la Cgia stima che il gettito si sia triplicato: da 212 milioni di euro nel 2015 ha raggiunto come minimo 634 milioni del 2020, passando poi a 887 milioni nel 2021, fino ad arrivare a 909 milioni di euro nel 2022.

Rilevante è quindi anche l'attività di contrasto dell'Agenzia Dogane e Monopoli ai siti di gioco non autorizzati: dal 2006 al 2022 ne sono stati inibiti oltre 9.800 e, nel corso degli ultimi anni, si nota un calo anche dei tentativi di accesso: nel 2021 sono stati 260mila, rispetto agli oltre 64 milioni dell'anno precedente.

Una flessione dovuta all'ampliamento dell'offerta legale e a una maggiore consapevolezza dei consumatori, ma anche al crescente utilizzo di canali alternativi, come ad esempio i social network. Per questo, dal 2020 sono stati ampliati i poteri di inibizione di ADM, comprendendo anche la possibilità di ordinare ai gestori di siti di rimuovere i contenuti pubblicitari relativi al gioco illecito.
MSC/Agipro