ROMA – Quattro miliardi di “buco” per l’emergenza Covid. Le entrate erariali del settore giochi nel 2020 sono state pari a 7,24 miliardi di euro, con un calo del 36,27% rispetto al 2019 (11,3 miliardi). Rispetto al dato previsto per il 2020, «il valore del gettito erariale del settore giochi è inferiore del 37,85%», soprattutto a causa della «riduzione del gioco fisico in Italia, dovuto alle chiusure dei punti gioco sul territorio nel periodo di lockdown». È quanto si legge nel Libro Blu 2020 dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.  In particolare, «lo switch off degli apparecchi AWP e VLT, che rappresentano le categorie di gioco che contribuiscono maggiormente al gettito, rappresenta il fattore più determinante nella riduzione delle entrate erariali del 2020».
«Analizzando il contributo all’Erario delle varie tipologie di gioco fisico e a distanza, emerge una sostanziale riduzione dell’apporto del gioco fisico sul totale e, in particolare del settore apparecchi da intrattenimento (AWP e VLT), la cui tassazione prevista (PREU) è più elevata rispetto alle altre tipologie di gioco. Nel 2020, il PREU ha rappresentato il 49,59% della voce Erario, rispetto al 63,93% del 2019». La riduzione, però, «non può essere ascritta esclusivamente alla sospensione del gioco dovuta dall’emergenza epidemiologica, ma anche ad altre concause di tipo legislativo. In particolare, l’introduzione della tessera sanitaria per l’utilizzo degli apparecchi VLT a decorrere dal 1° gennaio 2020 ha prodotto, unitamente alla progressiva attuazione nel corso dell’anno di diverse normative regionali in materia di distanza dei punti di gioco dai luoghi sensibili, un calo della raccolta del gioco tramite VLT», si legge ancora.
MSC/Agipro