ROMA - Regole comuni a livello nazionale per garantire «la presenza di punti gioco secondo una distribuzione omogenea sul territorio comunale». È la proposta dell'Agenzia Dogane e Monopoli nello schema di legge delega per la riforma del comparto giochi. L'obiettivo è evitare «la nascita di “zone rosse” e/o l’espulsione dei punti di gioco da intere aree metropolitane, ferma restando la possibilità di fissare una distanza minima da determinati luoghi sensibili che dovranno essere puntualmente indicati». A questo proposito Adm ricorda l'Intesa siglata in Conferenza Unificata nel 2017, che aveva affidato a regioni e comuni «la definizione di un sistema di regole relative alla distribuzione territoriale e temporale dei punti gioco, che dovrebbe comunque salvaguardare gli investimenti in essere». Allo stato attuale, però, «non risulta che le Regioni interessate abbiano adeguato le proprie leggi» all'Intesa; il rischio è che l'attuazione delle leggi locali «potrebbe avere, in alcuni casi, effetti espulsivi del gioco pubblico, con la conseguente perdita di cospicue entrate erariali e la possibilità del riespandersi del gioco illegale». La proposta di legge delega dà quindi mandato «di fissare regole comuni livello nazionale»; è infine prevista l'estensione, «anche alle Regioni a statuto ordinario nonché agli enti locali» la compartecipazione al gettito derivante dai giochi, oggi prevista per le sole Regioni a statuto speciale, «omogenizzando le disposizioni e stabilendo, quindi, norme uguali per tutti». LL/Agipro