ROMA - Per quanto riguarda la contestazione sul “distanziometro”, infine, i giudici rilevano che «la società ricorrente (nel caso specifico la Napoli Bingo, ndr) non ha dimostrato di trovarsi in una condizione di vicinanza con i “luoghi sensibili” tale da pregiudicarne la sopravvivenza. Ne consegue che la censura relativa alla localizzazione delle sale da gioco, nel difettare del presupposto dell’esistenza di una lesione, anche solo potenziale, finisce per mostrarsi inammissibile per carenza di concretezza ed attualità dell’interesse». LL/Agipro
Giochi, Consiglio di Stato conferma regolamento di Napoli: “Inammissibile la contestazione sul ‘distanziometro’”