ROMA - «Non si comprende come i 10.000 "diritti" (negozi) e i 4.000 "diritti" (punti gioco) previsti nella procedura di gara debbano "atterrare" sul territorio: come, in sostanza, la rete o le reti territoriali di questi punti di vendita debbano obbedire a un qualche criterio distributivo» per evitare «eccessive concentrazioni in alcune aree e condizioni di assenza di servizio in altre». Così il Consiglio di Stato nel parere sul bando scommesse inviato al Mef, con il quale vengono richiesti ulteriori approfondimenti sulla gara. «Manca nei documenti trasmessi, ogni indicazione, sia pure di massima, che possa orientare circa la distribuzione dei punti di vendita - scrive il Collegio della Sezione consultiva - e la progettazione della rete territoriale non costituisce oggetto dell'offerta tecnica ed è rinviata alla fase successiva all'aggiudicazione». Solo nello schema di convenzione, continuano i giudici, viene specificato qualche dettaglio sulla rete dei punti vendita, «ma non è previsto alcun obbligo dei candidati di fornire in sede di gara un qualche elenco della rete di vendita territoriale». Non è inoltre stato chiarito «il profilo delle caratteristiche tecniche dei punti di vendita» LL/Agipro