ROMA - I requisiti economici per la partecipazione al bando di gara per il Lotto, come la base d’asta a 700 milioni, sono giustificati dai «rilevantissimi interessi pubblici» connessi alla gestione del gioco e vanno rapportati «all’elevato valore della concessione», nonché al bilanciamento «dall’aggio riconosciuto dal concessionario». Così il Consiglio di Stato prosegue nella sentenza sul ricorso presentato da Stanleybet. «La difesa erariale ha dedotto che nell’anno 2017, per il gioco del Lotto, a fronte di una raccolta di euro 7.500.000.000, l’aggio, pari al 6 per cento della raccolta stessa spettante al concessionario, ammontava ad euro 450.000.000». L'Agenzia Dogane e Monopoli ha dunque «correttamente tenuto conto degli unici elementi di rilievo per valutare il profitto atteso dal concessionario, vale a dire il compenso percepito per l’attività di raccolta e la sostenibilità dei relativi costi».
Non può essere accolta, inoltre, la tesi di un «meccanismo occulto» o di una gara «costruita su misura» per il concessionario uscente. Tali affermazioni «appaiono mere congetture». La stessa consulenza tecnica presentata da Stanleybet aveva evidenziato come fossero almeno cinque gli operatori del settore in grado di partecipare. LL/Agipro