ROMA - «Un atto amministrativo formalmente legittimo ma iniquo, ingiusto, inefficace, e soprattutto comportante una inutile contrazione della libertà di impresa e della raccolta Erariale statale costituisce un nuovo “genere” di azione amministrativa, di cui presto o tardi dovrà iniziarsi ad occupare la Magistratura Civile, e forse quella Contabile». Così l'associazione Astro commenta la sentenza breve del Tar Veneto datata 29 giugno, nella quale il Collegio ha respinto il ricorso di un esercente contro i limiti orari imposti alle slot. I giudici hanno confermato la validità del regolamento, formalmente corretto poiché di competenza del Sindaco, sottolineando però che di per sé le misure non bastano a contenere la ludopatia, perché chiunque «può accedere al gioco on line, agli altri servizi di gioco/scommesse, oppure può spostarsi in altro Comune». Per l'associazione, dunque, «la legittimità dell’atto così chiaramente circoscritta al perimetro della sola formalità, parrebbe “studiata” per lasciare ancora aperte due strade: l’indagine della Corte dei Conti sugli effetti erariali dell’iniziativa del Sindaco, e l’istanza di risarcimento degli operatori, condannati ad un sacrificio tanto elevato quanto palesemente inutile». RED/Agipro