ROMA - Negli ultimi 10 anni "il numero dei dipendenti da sostanze stupefacenti e psicotrope è raddoppiato", sono nate nuove forme di dipendenza (come quelle da "shopping", da "sesso" e da "social"), ma fra le 300 mila persone in cura nei Sert, i centri che si occupano del recupero di chi soffre di una dipendenza patologia, i "malati" di gioco sono circa 7 mila, il 2,3% del totale. E' quanto sottolinea in una nota l'associazione Astro, che ritiene sia il momento di lasciare alle spalle le "campagne di persecuzioni demagogiche" contro il gioco lecito e "invece di investire risorse e strumenti verso gli effettivi bisogni della società".
"Alcune sostanze sono lecite, altre no, alcuni fattori di dipendenza sono 'eticamente neutri', altri suscitano dibattiti e reazioni, ma solo per il G.A.P. esistono le associazioni no-slot, no-gioco", si legge nella nota dell'associazione, che ricorda come "i congegni da gioco esistono dal 1995, si chiamavano Videopoker, ed erano 800 mila (il doppio delle attuali slot + delle attuali VLT), totalmente nascosti al fisco e totalmente privi di regolamentazione e controllo. I videopoker sono spariti nel 2004, con l’introduzione dei congegni controllati dallo Stato. Possibile che le 'mangiasoldi' della criminalità fossero buone e quelle dell’Amministrazione Finanziaria siano 'avvelenate'?". Astro si augura che al più presto lo Stato e gli enti locali si decidano dunque a "porre in cima alle priorità l’effettivo benessere della collettività e non le personali campagne mediatiche di pochi".
FP/Agipro