ROMA - Si intravede un’inversione di rotta nella lotta alla dipendenza da gioco. A spiegarlo è l’avvocato Massimo Piozzi, membro del Centro Studi dell’associazione Astro. Sono due, si legge in una nota, le indicazioni di una possibile svolta rispetto alle scelte finora adottate: «Sul piano giuridico spicca la recentissima decisione del Tribunale di Torino - nell’ambito di un ricorso promosso da operatori associati ad Astro - di valutare la sussistenza degli elementi necessari per rimettere alla Corte Costituzionale la questione di legittimità del “distanziometro” introdotto dalla legge regionale». Un’ordinanza che «recepisce in pieno quelle che sono da sempre state le istanze di Astro, che già durante il percorso formativo della Legge Regionale del Piemonte, aveva sottoposto all’attenzione delle istituzioni piemontesi due approfondite perizie sull’effetto espulsivo del distanziometro». Anche sul piano politico, poi, l’associazione coglie i primi cambiamenti: «Il nostro rinnovato ottimismo è stato indotto proprio dal dibattito politico e che ha preceduto e seguito la delibera del Consiglio Regionale della Puglia» che ha prorogato di sei mesi la piena operatività della norma sulle distanze minime. Anche alcuni consiglieri regionali del Piemonte, inoltre, hanno sollevato dubbi sull’efficacia delle distanze minime: «Astro coglie con soddisfazione questo nuovo atteggiamento della politica che sembrerebbe aver abbandonato l’arroccamento ideologico che, fino ad oggi, ha contrassegnato l’approccio verso le problematiche connesse al gioco lecito». Un cambiamento che, conclude Piozzi, «non può che rappresentare per la nostra associazione un forte stimolo a proseguire nella strada già da tempo orgogliosamente intrapresa» dall’associazione. LL/Agipro