ROMA - "Legge di stabilità e legge delega pensano (all’unisono) di poter fare a meno del gestore italiano e del produttore insediato in Italia, ritengono che basta accorciare la filiera per ricavare una ulteriore fetta di prelievo fiscale". Così l'associazione As.Tro a proposito della tassa da 500 milioni prevista dalla legge di stabilità e della tassazione sul 60% del margine presente nella bozza del decreto giochi della delega fiscale. "L’intelligenza degli operatori deve supplire alla cronica carenza che la situazione italiana impone - ricorda l'associazione - generando e mantenendo quella stabilità di condizioni che consenta la 'frammentazione' di uno sforzo quotidiano di adattamento alla situazione, che nessun segmento potrebbe sopportare da solo". Per As.Tro, lo strumento per affrontare la situazione è la contrattazione, in particolare l'inserimento nei contratti di alcuni punti: "che il gestore di oggi sarà anche il gestore di domani (con tutti i profili di coinvolgimento e di evoluzione tecnologica che ciò presuppone), che il 'congegno' gestito dal gestore sarà sempre di sua proprietà, che un bene altrui non può essere 'sequestrato' dalla rete per assenza di portabilità".
RED/Agipro