ROMA - Il settore del gioco “non si è unito” in un "momento di difficoltà, preferendo affrontare un tema alla volta e perdendo la visione di 'sistema' di un futuro sul quale si è scommesso in termini di 'vantaggio di posizione', e non di evoluzione di comparto". Così l'associazione Astro ribadisce la sua posizione in merito alla tassa da 500 milioni prevista dalla legge di stabilità. Una tassa che ha creato scompiglio nel settore, in particolare in merito a quanto dovrà versare ognuno dei soggetti coinvolti (esercenti, gestori, concessionari), questione ancora al centro di trattative. Astro si è comunque impegnata a mettere a disposizione i propri consulenti per tutelare i propri iscritti.
Dai sondaggi condotti dall’associazione - si legge in una nota - emergono ben precise casistiche, una delle quali non tutelabile dallo scudo della “legalità”, e dalla quale, pertanto, "corre l’obbligo di discostarsi per non sovrapporla alla linea di Astro stessa". Nello specifico - spiegano dall'associazione - "esistono gestori che, in tutto o in parte, hanno ottenuto dal punto vendita la raccolta straordinaria prevista dalla legge di stabilità, ma non l’hanno trasmessa al Concessionario perché 'attendenti una ri-negoziazione' accettabile e sostenibile".
Per questo motivi, Astro "mette a disposizione i propri consulenti a tutti gli iscritti, per consentire loro di 'giustificare' e documentare 'le ragioni e i titoli' per cui avviene il riversamento ai Concessionari di quanto prelevato dal punto vendita, a titolo di 'Legge di stabilità', conservando in toto le proprie prerogative giuridiche connesse alla ri-negoziazione". Nei confronti degli operatori "che, invece, hanno proceduto alla riscossione 'straordinaria' presso il punto vendita, per trattenerla fino al limite massimo di 'rottura', Astro esprime totale distacco e disapprovazione". RED/Agipro