ROMA - Stop alle discriminazioni per le aziende di gioco in difficoltà economiche. L'associazione di gestori slot As.Tro scrive nuovamente al premier Giuseppe Conte, al ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, e al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, per ribadire le «discriminazioni a carico delle imprese del gioco», escluse «espressamente dai benefici economici deliberati per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza Covid-19».  L'associazione stavolta porta all'attenzione l'iniziativa “Credito Adesso Evolution” con cui la Regione Lombardia e Finlombarda supporteranno il fabbisogno di capitale circolante delle imprese con l’erogazione, in compartecipazione con il sistema bancario ed il sistema di confidi, di finanziamenti chirografari. La discriminazione, scrive As.tro nella sua missiva, è contenuta nell'articolo sui "Soggetti richiedenti", in cui si legge che «non possono partecipare all’iniziativa, i soggetti la cui attività è destinata alla produzione e promozione del gioco d’azzardo e delle attrezzature correlate (ad es. costruzione, distribuzione e commercializzazione di apparecchiature per scommesse, videopoker, slot machine, gestione di sale giochi e scommesse, etc)». La Lombardia, così come altre Regioni che usano lo stesso criterio, «giustificano espressamente l’esclusione sulla base di “motivi etici”» verso soggetti che però «operano nella piena legalità». Le imprese di gioco autorizzate, ricorda As.Tro «sono infatti pienamente riconosciute, regolate e controllate dallo Stato» al quale versano «un gettito complessivo di circa 12 miliardi annui» e i casi come quello della Lombardia rappresentano «pericolosi precedenti nel drammatico contesto della complessiva gestione dell’emergenza economica». Le ricadute occupazionali sarebbero gravissime secondo As.Tro: «discriminazioni di tale natura esprimono perciò, implicitamente, anche l’insopportabile idea di una distinzione tra dipendenti di serie A e di serie B». Per questo, conclude l'Associazione, «l’unico parametro che deve guidare la concessione di sussidi e benefici dovrebbe essere rappresentato dal pregiudizio economico-occupazionale che la crisi sta cagionando all’intero settore economico legale». LL/Agipro