ROMA - As.tro ha inviato una lettera di replica al quotidiano "La Prealpina" per un articolo pubblicato il 30 agosto 2024 e intitolato "Qui il gioco d’azzardo indebita anche i neonati", riguardo i dati economici aggregati relativi al settore del gioco lecito con vincita in denaro. Nell'articolo, sottolinea As.tro nella lettera, vengono confusi i termini "raccolta", l’importo complessivo delle somme puntate dai giocatori, e “spesa”, la quale invece misura la perdita patrimoniale complessivamente subita dai giocatori. L'articolo, riprendendo i dati suddivisi per singoli Comuni e Province, disponibili sul sito istituzionale di ADM e relativi al 2019, li ha erroneamente riferiti alla spesa sostenuta dai giocatori anzichè alla raccolta (al lordo delle vincite). La cifra di 1,17 miliardi di euro, che nell’articolo viene associata alla spesa sostenuta nella provincia di Varese nel 2019, si riferisce, in realtà, alla raccolta. La spesa nel 2019 ammontava, invece, a 291 milioni di euro, per una media pro capite annua pari a 331,50 euro annui. Lo stesso errore può dirsi per i dati riferiti al 2022. Con questa replica - si legge nella lettera - As.tro non intende sminuire la gravità del problema della dipendenza da gioco, ma esortare ad una corretta elaborazione e rappresentazione dei dati, propedeutica ad un confronto costruttivo tra tutti i soggetti coinvolti, che che eviti "una sterile crociata contro il gioco legale".
As.tro ha poi evidenziato un altro punto. Secondo l'autore dell'articolo, la netta diminuzione della raccolta del gioco sarebbe conseguenza delle restrizioni orarie introdotte dai comuni. Ma nello stesso articolo si legge come la domanda complessiva non sia diminuita, perché si assiste ad uno spostamento sul canale online. Il concetto, dunque, andrebbe capovolto secondo As.tro: "lo spostamento della domanda di gioco dal fisico all’on line dimostra proprio che la domanda di gioco è rigida. Se un determinato canale di offerta viene inibito o fortemente limitato, infatti, la relativa offerta si sposta su un canale di offerta alternativo, quindi la domanda complessiva di gioco rimane identica. Se poi tutto il settore del gioco lecito venisse smantellato, la gran parte dei giocatori si rivolgerebbe all'offerta illegale".
GL/Agipro