ROMA - “Serve prestare attenzione alle variabili chiave delle cifre sul gioco. L'industria del divertimento si valuta in base alla spesa, che nel caso del gioco sono le perdite dei giocatori: la spesa è ben diversa della raccolta, è un quinto della cifra su cui spesso si torna, cioè 80-90 miliardi. In realtà la spesa effettiva è da 17 miliardi”.

E’ quanto ha detto il vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Alessandro Aronica, nel corso di un convegno in corso a Roma.

“Di questa spesa la metà torna allo Stato sotto forma di imposte - ha detto ancora - l'altra metà va alla filiera. Attenzione però: 8-9 miliardi sono il fatturato, non il profitto delle società di gioco. Queste sono le variabili che bisogna correttamente valutare”.

LL/Agipro