ROMA - Il paragone tra apparecchi da gioco e biliardini e flipper «è improprio e chi lo pone in essere non è in buona fede»: gli apparecchi senza vincita in denaro devono rispettare delle «regole previste dall’autocertificazione», che «non sono quelle dei videopoker, ma regole di sicurezza». L'Agenzia delle Dogane e Monopoli «è in procinto di emanare un'ulteriore riapertura» dei termini per l'autocertificazione e, «in questo periodo transitorio, non abbiamo dato mandato agli uffici ispettivi di fare verifiche». Lo ha detto a Radio Capital il direttore generale Adm, Marcello Minenna.
Ieri, il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) aveva annunciato di aver presentato un'interrogazione sulle «nuove tasse che andrebbero a colpire bar e stabilimenti balneari, rei di far praticare il temibilissimo gioco del calciobalilla». Anche il deputato Salvatore Caiata (Fratelli d'Italia) aveva denunciato «effetti disastrosi per i gestori dei locali pubblici, alle prese con un nuovo e assurdo adempimento burocratico».
Il direttore generale Adm fa quindi chiarezza: «C'è un provvedimento che ha avuto 18 mesi di gestazione, con una serie di confronti con gli operatori del settore, per 'declassare' una norma del 2012 (che purtroppo a seguito del lockdown è entrata in vigore) che prevedeva l'obbligo di certificazione» anche per apparecchi come calciobalilla, biliardini, ping pong e flipper. «Con una regolamentazione molto puntuale, l'Agenzia ha trasformato» l'obbligo di certificazione «in una mera autocertificazione».
«Abbiamo più volte riaperto i termini» per l'autocertificazione e, «a seguito di alcune segnalazioni, siamo in procinto di emanare un'ulteriore riapertura per quei soggetti che, in ritardo, non hanno ancora» provveduto. Inoltre, «in questo periodo transitorio, non abbiamo dato mandato agli uffici ispettivi di fare verifiche», ha sottolineato Minenna, annunciando che «abbiamo fatto una proposta emendativa al Governo - che è stata ripresa dal sottosegretario Freni e che speriamo veda rapidamente la luce - che consentirà all'Agenzia, dopo alcune verifiche, di eliminare anche l'autocertificazione».
MSC/Agipro