ROMA - Non è opportuno fissare un tetto alle concessioni acquistabili dai singoli operatori, fra quelle messe a bando per la prossima gara per le scommesse: è quanto si legge nel parere che l’Antitrust ha fornito all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in merito alla “necessità/opportunità” di fissare un numero massimo di diritti assegnabili alle singole società pari al 20% dei 10mila negozi di gioco (2000 unità, ndr) e al 15% dei 5mila corner (750 per ciascun concessionario) previsti dalla legge, come prevede la legge di Stabilità 2016. Una disposizione che secondo l’autorità di garanzia avrebbe degli effetti paradossalmente contrari a quelli previsti: secondo l’Antitrust è “preferibile che sia la competizione in sede di gara a determinare l’assetto dell’offerta di mercato”, mentre un tetto massimo finirebbe “per distorcere i meccanismi della gara” non consentendo di selezionare “i soggetti più efficienti e determinata la scala ottimale di attività delle imprese”. Un limite del 15/20% sarebbe “dimensionato proprio sulla attuale quota dei primi cinque operatori attivi nella commercializzazione” delle scommesse sportive e rischierebbe di favorire “il mantenimento dello status quo e il rilassamento della concorrenza tra i primi cinque operatori in sede di gara”.

PG/Agipro