ROMA - Il settore dei giochi e delle scommesse, sia fisico che online, «risulta appetibile per la criminalità organizzata». Questo il pericolo da cui gli operatori legali devono guardarsi, secondo il Rapporto annuale 2019 dell'Unità di informazione finanziaria (UIF) di Bankitalia. Dagli scambi con le controparti estere, scrive l'Unità, «emerge che la criminalità organizzata è particolarmente attiva anche nella gestione di attività di gioco su scala transnazionale». Anche in questo caso l'attenzione è rivolta «sia ai servizi di gioco tradizionali (raccolta e gestione di scommesse, sale bingo, casinò, slot machine, lotterie, poker) sia a quelli prestati online». I maggiori rischi che il settore si trova ad affrontare arrivano prevalentemente da «infiltrazioni nella proprietà di esponenti della criminalità organizzata; manipolazione di partite per determinare il risultato e alterare le scommesse; acquisto di biglietti vincenti o realizzazione di scommesse sicure», attraverso l'uso di diversi conti e con puntate su ogni risultato possibile «al fine di ridurre o eliminare la possibilità di perdita». Altri potenziali minacce sono «l'acquisto di fiches, tokens o trasferimento di risorse tra conti di gioco» e lo «sviluppo di piattaforme online non autorizzate da parte di organizzazioni criminali». LL/Agipro
Antiriciclaggio, UIF (Bankitalia): "Settore giochi a rischio infiltrazioni, criminalità attiva anche su scala transnazionale"