OMA - «La nostra Uif non ha ancora accesso ai dati investigativi - e anche fiscali - dei soggetti segnalati» e anche la recente legge di delegazione europea «non fa passi avanti su questo punto». Inoltre, «l'unica autorità a ricevere informazioni di operazioni sospette in Italia è la Guardia di Finanza, oltre alla Dia e alla procura nazionale antimafia: c'è una richiesta da parte di altri stakeholders istituzionali di poter ricevere questi dati e conseguentemente di ampliare il potere di disseminazione delle Uif: questo punto è particolarmente complesso, ma credo che debba essere risolto una volta per tutte». Lo ha detto Francesco Greco, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, evidenziando le criticità relative alla circolazione delle informazioni tra le autorità, nel corso di un'audizione nelle Commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera nell’ambito dell’esame della Comunicazione della Commissione relativa a un piano d'azione per una politica integrata dell'Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Per quanto riguarda il meccanismo di segnalazione delle operazioni sospette, la Commissione Ue «evidenzia una serie di lacune» e «propone di creare un meccanismo di supporto»: per Greco, si tratta di un passo avanti, «a patto che questo meccanismo sia indipendente e imparziale dalla politica, che sia in grado di assicurare l'effettiva disseminazione delle segnalazioni delle operazioni sospette da parte di tutti i soggetti coinvolti e sia capace di tutelare la riservatezza dei soggetti segnalanti».
MSC/Agipro