ROMA - “La normativa antiriciclaggio ha fatto notevoli passi in avanti, specialmente in comparti come gioco online e Vlt. Secondo alcuni studi, il costo medio di un’operazione di pulizia del denaro è stimabile in misura del 30%, costo molto alto che deriva dal fatto che il denaro “sporco” è di per sé poco liquido. Negli ultimi anni, la criminalità sta puntando sul gaming e fa ricorso a piattaforme di gioco predisposte per frodi informatiche, spesso allocate all’estero, che consentono l’evasione fiscale di consistenti somme di denaro”. E’ quanto scrive il Direttore centrale legale e Contenzioso dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, Roberto Fanelli, nella prefazione del libro “Il Gaming – Prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose”. Il contrasto alle attività di operatori esteri è reso difficile dalle nuove tecnologie: “Per il gioco è utilizzata la rete Internet e quindi i confini nazionali della punibilità del reato di riciclaggio si abbattono. Per questo motivo, la collaborazione tra stati diventa mezzo necessario per contrastare il fenomeno. Occorre rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni a livello internazionale, così da contrastare le attività criminali che spesso uniscono al riciclaggio anche la manipolazione degli eventi sportivi a fini di scommessa”, conclude Fanelli.
NT/Agipro