ROMA - La Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il mandato alla relatrice Dalila Nesci (M5S) a riferire in Aula sulla proposta di legge che istituisce la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia. Il testo prevede nuove competenze per la Commissione, che dovrà valutare «la congruità della normativa vigente per la prevenzione e il contrasto delle varie forme di accumulazione dei patrimoni illeciti, del riciclaggio e dell’impiego di beni, denaro o altre utilità che rappresentino il provento delle attività della criminalità organizzata mafiosa o similare, con particolare attenzione all’intestazione fittizia di beni e società collegate ad esse e al sistema lecito e illecito del gioco e delle scommesse».
Per l'ex presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi (PD), il testo «non tiene conto di alcune qualificanti proposte avanzate nella relazione conclusiva, peraltro approvata da tutti i gruppi parlamentari. Penso alla valutazione sull'impatto antimafia delle nuove leggi, alla possibilità di richiedere al ministero dell'Interno informazioni sulle possibili infiltrazioni criminali nelle amministrazioni locali, alla prerogativa della Commissione che permetteva a deputati e senatori di richiedere al Procuratore nazionale Antimafia l'accesso ai registri e alle banche dati. In questo modo sarà più difficile chiudere i varchi nelle leggi ordinarie che le mafie utilizzano per estendere la loro capacità di condizionare economia e politica». Bindi fa quindi appello a tutti i parlamentari che hanno fatto parte della Commissione Antimafia, e in particolare a quelli dei gruppi di opposizione che ora sono in maggioranza «perché si adoperino a rafforzare i compiti e gli strumenti d'inchiesta della nuova Commissione, non disperdendo il grande lavoro fatto e i risultati raggiunti nella precedente legislatura».
RED/Agipro
Antimafia, Camera: ok della Commissione Affari costituzionali, appello Bindi (PD) per non perdere il lavoro dell'ultima legislatura