ROMA - «In Italia, da un punto di visto repressivo non ci sono operazioni in corso legate al fenomeno del match-fixing e delle scommesse, e i dati sull'incidenza del fenomeno sono in calo. Per ora non siamo al corrente di 'alert', ma la guardia resta alta. Questo vuol dire che la prevenzione funziona, ma non che il fenomeno vada sottovalutato, perché magari sta cambiando forma e fisionomia e a noi spetta il compiuto di inseguire le nuove forme di crimine che si manifestano in questo specifico settore». Lo ha spiegato ad Agipronews Roberto Ribaudo, direttore della terza Divisione Interpol, a margine dell'International Conference del progetto AMATT, Anti Match-Fixing Top Training, in corso a Roma. «La repressione ha funzionato e funzionerà, la prevenzione sta funzionando, il monitoraggio è costante e continuo. Comunicazioni criptate, utilizzo del deep web, sono le nuove frontiere tecnologiche che possono essere utilizzate nell'oscurare le informazioni e le comunicazioni», ha specificato Ribaudo.
NT/Agipro