ROMA - E' attesa nelle prossime settimane la sentenza relativa ai molteplici ricorsi discussi oggi in Consiglio di Stato e riferiti al discusso Albo dei Punti Vendita Ricariche, lo strumento introdotto da Adm ad ottobre 2024 per regolamentare la rete fisica di esercizi che consente ai giocatori online di ricaricare il proprio conto. Il provvedimento, parte del più ampio riordino del settore previsto dal decreto legislativo n. 41 del 2024, definisce requisiti, limiti operativi e modalità di iscrizione dei Pvr, includendo il tetto di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti.
Il cuore del confronto ruota attorno ai ricorsi presentati da diversi operatori online. Le società contestano soprattutto l’applicazione immediata delle nuove regole ai concessionari che hanno operato in regime di proroga, un punto su cui il Tar Lazio aveva dato loro ragione annullando le parti della Determinazione Direttoriale che estendevano l’obbligo di iscrizione anche a chi non è coinvolto nella futura gara pubblica.
Tuttavia, come precisato dal Collegio, "l'interesse potrebbe risultare oggi mutato". Infatti, molti dei concessionari ricorrenti, sono adesso aggiudicatari e non più in regime di proroga. Secondo l'avvocato Francesca Dionisi, "è importante ora chiarire se si tratta di interesse oggettivo o soggettivo", pur restando invariato l’aspetto legato ai Pvr, anche in relazione alle sanzioni applicate dalla Gdf in queste settimane. Alla luce di quanto emerso nel dibattito odierno, non si esclude la possibilità di un'ordinanza in cui si richiedano dei chiarimenti preliminari.
FRP/Agipro