ROMA - I servizi di promozione di gioco online attraverso i siti di comparazione quote - che «svolgono attività di informazione, comparazione e promozione, consentendo ai potenziali giocatori di accedere direttamente alle piattaforme di gioco dei diversi operatori» - devono essere assoggettati «a IVA in misura ordinaria in Italia» e, «se resi da soggetti non residenti, il tributo deve essere assolto con il meccanismo dell’inversione contabile». Lo chiarisce l'Agenzia delle Entrate, che ha acquisito in merito anche il parere dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La risposta dell'Agenzia delle Entrate si riferisce al caso di una società che «espone sul proprio sito web delle informazioni, comparate su provider di gioco lecito, che consentono al visitatore del sito di informarsi sull'esistenza dei provider stessi, di informarsi sulle varie condizioni di gioco dei suddetti provider ed, eventualmente, per il tramite di banner, di approdare immediatamente al sito del provider del gioco lecito prescelto».
Secondo quanto chiarisce l'Agenzia delle Entrate, questo tipo di attività «non rappresenta un servizio di intermediazione nella commercializzazione dei giochi a distanza, bensì un servizio elettronico» reso dalla società «nell'ambito di un rapporto B2B» e «tassabile nel luogo del committente stabilito nel territorio dello Stato».
MSC/Agipro