ROMA - «Secondo il decreto Balduzzi i luoghi sensibili da cui i punti gioco devono essere tenuti a distanza erano solo quattro: istituti di istruzione, ospedali, luoghi di culto e centri socio ricreativi e sportivi. Nelle normative regionali questi luoghi sensibili si sono moltiplicati e, inoltre, i Comuni possono aggiungerne degli altri. Così il settore viene praticamente estromesso, anche perché in alcune regioni, come il Piemonte, la legge ha effetto retroattivo e colpisce gli esercizi esistenti prima dell'entrata in vigore della legge». Lo ha detto Andrea Vavolo, della Cgia di Mestre, illustrando il report sul gioco realizzato dall'associazione e presentato questa mattina a Milano nel corso del convegno “Occupazione, fiscalità, territorio: quale futuro?”, organizzato da Astro. 

Vavolo si è soffermato anche sull'aumento della tassazione: «Fino al 2015, nel settore delle slot, gettito e raccolta andavano di pari passo: cresceva la raccolta e proporzionalmente cresceva il gettito a beneficio dello Stato. La crescita era dovuta da una maturazione del settore e dal restringimento dell'area dell'illegalità. A partire dal 2015 raccolta e gettito non vanno più di pari passo, perché crescono di molto le aliquote e si riducono i margini. I vari decreti che si sono susseguiti - ha concluso - hanno progressivamente inasprito la tassazione, con il solo obiettivo di fare cassa». 

MF/Agipro