ROMA - “Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti”, queste le parole di Matteo Berrettini dopo la vittoria contro Wawrinka agli US Open, denunciando le minacce ricevute via social a suo fratello da parte di alcuni scommettitori, un fatto che l’entourage del tennista romano ha prontamente segnalato ai vertici dell’Atp.
Un fenomeno crescente: quello delle minacce ai tennisti, in parte spiegabile con il forte legame tra la disciplina sportiva e il betting. In attesa che le autorità sportive (e non solo) prendano provvedimenti verso i disturbatori seriali, vale la pena dare un’occhiata ai numeri del settore scommesse, che nel solo 2025 – a livello globale - ha raggiunto circa 95 miliardi di dollari di spesa, di cui oltre 22 dal tennis.
Un dato che non sorprende, vista la quantità di tornei su cui giocare, con un volume di affari che però non va a beneficio esclusivo dei comitati organizzatori. Una parte consistente delle risorse confluisce infatti direttamente nelle casse dell’Atp, struttura che detiene la gestione dei diritti televisivi, dei flussi di dati e delle dirette streaming, oggi imprescindibili per l'operatività dei bookmaker e delle piattaforme di betting. Proprio questo segmento, affidato da un biennio a Sportradar, si è rivelato il vero motore dell'associazione: nel 2024 ha generato ben 194 milioni di dollari su un fatturato globale di 363 milioni, arrivando a pesare per oltre il 53% delle entrate totali dell'intero bilancio.

EMT/Agipro

Foto credits: Vbrunophotog, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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