ROMA - La Serie A torna a chiedere l'abolizione del divieto di pubblicità sul betting, previsto dal Decreto Dignità del 2018, e l’introduzione di una percentuale, destinata al calcio, della raccolta delle scommesse sulle partite. Lo fa inserendo queste due richieste nel documento di 29 punti per una riforma del calcio italiano, che il presidente della Lega Serie A, Enzo Simonelli, ha presentato alle squadre nella riunione di ieri, a Milano, dove era presente anche Giovanni Malagò, l'uomo che quasi tutti i club del massimo campionato vorrebbero ai vertici della Figc come successore di Gabriele Gravina.
Nel corso della discussione, il presidente del Torino Urbano Cairo, riporta la Gazzetta dello Sport, è stato il più attivo nel chiedere la modifica del Decreto Dignità che prevede il divieto assoluto di pubblicità, diretta o indiretta, del betting. Il riconoscimento del diritto di scommessa sugli eventi sportivi è invece qualcosa che già esiste negli Stati Uniti e in altri Paesi europei. L'ipotesi è di un contributo dell'1% sulla raccolta delle scommesse sul calcio che, nel 2024, ha raggiunto 16,1 miliardi di euro, quota nettamente maggioritaria dei 23 miliardi di euro di raccolta complessiva delle scommesse sportive. Considerando i dati del 2024, l'1% rappresenterebbe un contributo di oltre 160 milioni di euro.
Altre richieste riguardano incentivi per modernizzare gli stadi e le infrastrutture, misure per il sostegno ai settori giovanili e ai vivai, e riforma del campionato Primavera. Emersa la proposta della tax credit per finanziare gli investimenti su Under 23 e impianti.
DVA/Agipro
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