ROMA – Lo stop della Football Association inglese ai contratti tra le squadre di calcio e gli operatori del betting non ha avuto alcun impatto rilevante sulle sponsorizzazioni di maglia. Il divieto per le aziende di giochi e scommesse, che entrerà in vigore tra tre anni, a partire dalla stagione 2026-2027, "non ha avuto quasi alcun impatto nell'ultimo anno", ha spiegato Alex Burmaster, responsabile di una ricerca condotta dall'agenzia di marketing Caytoo e riportata da The Media Dealer. “Oltre un terzo delle squadre della Premier League ha ancora uno sponsor di gioco, solo uno in meno rispetto a un anno fa. Questo dimostra che la realtà economica e la feroce concorrenza nel calcio prevalgono su altre considerazioni di natura 'etica': probabilmente i club continueranno ad avere sponsor di maglia legati al betting fino a quando non saranno più legalmente autorizzati a farlo".
Attualmente le aziende del settore industriale dominano la classifica degli sponsor di maglia col 14,5% del totale (e 225 squadre professionistiche di calcio, cricket e rugby), davanti alle aziende di servizi (12,7%), che quest'anno hanno registrato un calo di cinque punti percentuali. In generale, il settore industriale sceglie principalmente di sponsorizzare le maglie di squadre di cricket e rugby, mentre per il calcio il settore dei servizi domina il mercato. Attualmente le aziende di betting rappresentano uno su sei accordi di calcio, il 15,4%, e uno su 11 accordi di sponsorizzazione in totale.
In crescita il settore viaggi che, insieme al food, ha registrato il maggiore aumento del numero di accordi di sponsorizzazione nell'ultimo anno (+4 punti percentuali): l'aumento è stato guidato da una crescita degli accordi di sponsorizzazione con le squadre femminili.
GF/Agipro
UK, la ricerca: il divieto di pubblicità del betting non ha avuto "alcun impatto" sulle sponsorizzazioni di maglia