ROMA - La Procura di Trapani ha concluso le indagini su dieci persone accusate di associazione finalizzata alla raccolta abusiva di scommesse sportive attraverso piattaforme online estere prive di regolare licenza in Italia. Secondo gli investigatori, riporta "La Sicilia", il gruppo avrebbe raccolto scommesse tramite telefono e internet, utilizzando siti con estensione ".com" e ".net", eludendo i controlli dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e offrendo vincite più alte grazie all'assenza di tassazione. L'organizzazione avrebbe gestito un portafoglio di oltre mille clienti, con giocate provenienti anche dalla Tunisia, dove sarebbe stata aperta una sorta di succursale. Tra il 2018 e il 2021 il volume di scommesse avrebbe raggiunto 23 milioni di euro, generando ricavi per circa 5 milioni. Agli indagati vengono attribuiti ruoli differenti, dalla raccolta delle scommesse all'intermediazione tra giocatori e bookmaker, con un sistema che garantiva l'anonimato degli scommettitori. Le ricevute delle giocate e delle vincite, i cosiddetti "pizzini", venivano scambiate e i pagamenti effettuati esclusivamente in contanti.
L'inchiesta, avviata nel gennaio 2024 con misure cautelari e sequestri disposti dalla Procura di Marsala, è stata successivamente trasferita per competenza alla Procura di Trapani, dove è stata seguita dalla pm Antonella Trainito. Tutto è partito da un'indagine della Guardia di Finanza, iniziata analizzando la sproporzione fra redditi dichiarati e patrimonio di una coppia di Marsala, titolare di un centro scommesse a Strasatti ritenuto dagli investigatori una copertura per l'attività illecita.
DVA/Agipro
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