ROMA - In tema di riforma delle scommesse ippiche, sono diversi i temi sul tavolo tra il Masaf e l’Agenzia delle Dogane dei Monopoli. A ribadirlo è il direttore generale della Direzione generale per l’ippica del Ministero, Remo Chiodi, nel corso della tavola rotonda “Il rilancio del settore dell’ippica: i contributi degli attori della filiera e il ruolo dell’istituenda Consulta nazionale dell’ippica” nella terza giornata della Fieracavalli a Verona. Non solo la riduzione della tassazione sulle scommesse a quota fissa (“c’è stata condivisione sulla ratio di questa norma – nel dialogo con Adm -, vediamo se ci sono i margini”), ma anche, come già preannunciato, l’unificazione dei due totalizzatori. Tema, quest’ultimo, che vede un importante ostacolo in quanto “i concessionari delle scommesse ippiche hanno contratti in scadenza al 31 dicembre 2024, e quando abbiamo interloquito con l’Agenzia ci hanno detto che l’unificazione vorrebbe dire chiedere investimenti nel periodo finale di concessione. Purtroppo, nelle fasi terminali di una concessione, non è facile fare investimenti”, sottolinea Chiodi. Il quale ha poi preannunciato che “si parla di altre proposte” con Adm, senza però entrare nel dettaglio (“ci stiamo lavorando”, assicura il neodirettore).
“Non basta unificare i due totalizzatori o ridurre la tassazione di quelle a quota fissa per allinearle alle scommesse degli altri spot”, avverte il sottosegretario del Masaf Patrizio La Pietra, sottolineando il problema della promozione e dell’immagine dell’ippica, che va rilanciata.
AB/Agipro