ROMA – La Corte Suprema di Cassazione e Giustizia della Romania ha stabilito che la legge – approvata ad aprile dal parlamento – che vietava il gioco nei centri con meno di 15mila abitanti dovrà essere riesaminata dalla Corte Costituzionale per l'applicazione definitiva. Come scrive SBC News, la Corte di Cassazione ha evidenziato “vizi costituzionali” nella scrittura della norma e poca chiarezza su come possa essere fatta rispettare. 

Il provvedimento era stato proposto dal primo ministro romeno Marcel Ciolaciu e rende un crimine anche la gestione senza licenza municipale di sale da gioco in città con più di 15mila abitanti. Le sanzioni per le violazioni vanno da tre mesi a un anno di reclusione o una multa. Il rilascio di un falso certificato sul numero dei residenti è punibile inoltre da sei mesi a tre anni di reclusione.

RED/Agipro