ROMA - L’organizzazione benefica britannica GambleAware ha invitato il governo a introdurre nuove leggi per regolamentare la pubblicità del gioco online, sostenendo che le attuali misure e restrizioni sono ormai superate nell’era digitale. L’appello arriva dopo la pubblicazione del nuovo rapporto dell’ente, intitolato “Online gambling: Are current regulations fit for the digital age” (“Gioco online: le attuali normative sono adatte all’era digitale?”).
Il principale motivo di preoccupazione evidenziato nel rapporto riguarda la forte esposizione dei bambini e dei giovani alla pubblicità sul gioco. Nonostante si tratti di un’attività vietata ai minori, GambleAware sottolinea che i più giovani vengono spesso raggiunti da messaggi promozionali online prima di essere in grado di valutarli in modo critico. Secondo l’organizzazione, ciò sta contribuendo a normalizzare il gioco e a presentarlo come un’attività “priva di rischi”, aumentando così le probabilità che i minori sviluppino comportamenti problematici. Il rapporto segnala inoltre la crescita del numero di pubblicità sul gioco su canali popolari tra i bambini, come i social media e le piattaforme di streaming, dove la promozione potrebbe incoraggiare i più giovani a giocare.
GambleAware non chiede un divieto totale della pubblicità sul gioco d’azzardo, ma raccomanda un quadro normativo pragmatico. Tra le misure proposte:
- Rendere obbligatori gli avvisi a tutela della salute e i riferimenti ai servizi di supporto in ogni contenuto pubblicitario legato al gioco;
- Introdurre restrizioni sulla promozione di attività più rischiose, come giochi da casinò e slot machine;
- Vietare la partecipazione di influencer, celebrità e tipster (consulenti di scommesse) nelle campagne promozionali;
- Limitare la pubblicità mirata: i contenuti a pagamento dovrebbero essere indirizzati solo a un pubblico di età superiore ai 25 anni;
- Imporre restrizioni alla pubblicità in ambienti con un grande afflusso di pubblico, come gli stadi;
- Valutare divieti sulla pubblicità con incentivi o bonus di scommessa, specialmente quando legati a requisiti di puntata;
- Limitare l’uso del content marketing del gioco su piattaforme frequentate principalmente da minori.
FP/Agipro
Foto Credits Stefano Brivio (buggolo) CC BY 2.0