ROMA - Il rapporto con il bookmaker Fonbet apre il caso sull’imminente scelta di Andrea Pirlo come Commissario tecnico della nazionale. Il punto – sollevato da Mauro Berruto, responsabile Sport nella segreteria del Pd ed ex ct della nazionale italiana maschile di pallavolo e rilanciato dal leader di Azione, Carlo Calenda – è il ruolo di Pirlo come "global ambassador" di Fonbet, il principale operatore russo di scommesse, una collaborazione che ha suscitato imbarazzo: “Io e il Partito democratico non accetteremo alcun compromesso sull'utilizzo della pubblicità delle scommesse sportive, che la Lega calcio vuole. Il fatto che sia un operatore russo è un'aggravante”, ha detto Berruto, aggiungendo di augurarsi che “se Pirlo fosse scelto come ct, la prima cosa che farà sarà risolvere l'imbarazzo rinunciando a questo suo ruolo”. Nel caso in cui venisse nominato nuovo commissario tecnico della Nazionale, la nuova carica impedirebbe a Pirlo di essere sotto contratto con una società di scommesse. Inoltre, il suo ruolo di global ambassador del brand è strettamente legato al fatto di sedere sulla panchina dello United Fc, squadra degli Emirati Arabi, il cui presidente — Sergey Lomakin — ha notevoli interessi nel bookmaker russo. Secondo Calenda, “Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali”. Nel mirino, la visita di Pirlo - nel mese di maggio - allo stadio Luzhniki di Mosca per il “Giorno del calcio”, evento organizzato proprio da Fonbet, durante la quale aveva firmato autografi insieme ad altri protagonisti del calcio russo, come Dzyuba.
RED/Agipro