ROMA -  Una revisione della normativa sul gioco nella Regione: l'attuale impianto legislativo di fronte alla crescita del settore, in particolare del gioco online, è insufficiente. Lo hanno chiesto le forze di opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale del Piemonte. La proposta è stata rilanciata nel corso di una conferenza stampa con associazioni, coordinamenti e amministratori locali.

Il segretario regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, ha sottolineato come l'Italia sia tra i Paesi europei con la maggiore spesa per il gioco, attribuendo il fenomeno a un'eccessiva offerta che alimenta la domanda. Rossi ha annunciato la disponibilità delle opposizioni a unificare le proposte di legge già depositate per arrivare a una riforma condivisa della normativa regionale.

Gianna Pentenero (Pd) ha criticato la scelta della Giunta di centrodestra, guidata dal presidente Alberto Cirio (Forza Italia), di modificare la legge regionale approvata nel 2016 durante la Giunta Chiamparino, sostenendo che il Piemonte sia oggi sceso nelle classifiche sulla tutela dal gioco elaborate da Libera e chiedendo alla Regione di esercitare pienamente le proprie competenze in materia di salute e politiche sociali.

Sarah Disabato (M5S) ha richiamato i dati più recenti sul coinvolgimento dei giovani, evidenziando che nel 2025 circa 1,6 milioni di studenti tra i 15 e i 19 anni hanno giocato almeno una volta e che l'11% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni ha effettuato scommesse negli ultimi dodici mesi. La consigliera ha inoltre sollecitato l'attuazione delle parti ancora inapplicate della legge regionale e il ripristino delle misure previste dalla normativa del 2016.

Vittoria Nallo (Stati Uniti d'Europa) ha evidenziato la crescita della raccolta del gioco, passata da 34 miliardi di euro nel 2004 a 165 miliardi nel 2024, di cui 9,9 miliardi in Piemonte, sottolineando anche l'aumento delle persone in cura per dipendenza da gioco.

Alice Ravinale (Alleanza Verdi e Sinistra) ha infine richiamato il legame tra gioco e criminalità organizzata, ricordando che, secondo il dossier "Azzardomafie" di Libera, in Piemonte operano nove clan coinvolti nel settore. Le opposizioni hanno ribadito l'impegno a lavorare a una proposta di legge unitaria che rafforzi la prevenzione, la tutela della salute e il contrasto alle infiltrazioni mafiose.

DVA/Agipro

 

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