ROMA - I progetti di partenariato pubblico-privato possono essere realizzati, ma “per attuarli e realizzarli servono tempi lunghi” e soprattutto “risorse, e ci auguriamo che arrivino”. Così Elio Pautasso, presidente di Federippodromi, alla tavola rotonda “Il ruolo degli ippodromi per il rilancio del settore ippico” che si è tenuta alla Fieracavalli a Verona. Infatti, in quattordici anni, dal 2009 al 2023, sottolinea Pautasso, “abbiamo avuto un decremento delle risorse pari al 78%, e bisogna considerare anche l’inflazione che ha alzato i costi del 29%. Venendo meno i 4 milioni di euro di sovvenzioni, si tratta di un calo che mette a rischio la continuità di molte aziende. Vediamo degli ippodromi che hanno un patrimonio netto di qualche centinaio di migliaia di euro: questo vuol dire che o i soci ricapitalizzano, oppure si tratta di società che non hanno continuità aziendale”.
“In questo quadro, il partenariato pubblico-privato si inserisce bene, ma la copertura finanziaria deve essere adeguata perché tutto il rischio ricade sul privato”, ribadisce il presidente di Federippodromi, il quale ha poi sottolineato che “si parla di rischi: di costruzione, in quanto i progetti potrebbero non essere approvati o potrebbero insorgere problemi tecnici, di disponibilità, ovvero il partner privato deve avere la capacità di fornire i servizi concordati, e di domanda, ovvero legati ai diversi volumi della domanda che possono cambiare rispetto alle previsioni presentate al partner pubblico. L’impulso deve venire dal privato, che deve fornire un servizio che rispetti il requisito di interesse pubblico per poter instaurare un rapporto contrattuale con la pubblica amministrazione che sia duraturo nel tempo. A questo punto, se la proposta viene accolta, viene indetto un bando a cui partecipano tutte le società che ne hanno i requisiti, anche se è consuetudine che chi va a presentare il progetto, vada poi a gestirlo”.
AB/Agipro