ROMA – “Oggi ci lascia Varenne, il Figlio del Vento, probabilmente il miglior cavallo che abbia mai calcato una pista di trotto al mondo. Ci ha emozionati battendo record, dominando con il suo carisma le più grandi competizioni internazionali e scrivendo pagine indimenticabili della storia dell'ippica. Ho avuto l'onore di premiare la sua straordinaria carriera, a Verona, durante Fieracavalli. Oggi se ne va un cavallo straordinario, ma resta il mito. E l'impronta dei suoi ferri resterà per sempre nella storia dell'ippica”. Così il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in un post sui social.
“Varenne ha fatto la storia del trotto italiano e mondiale, determinando pagine epiche per lo sport assieme al suo driver Giampaolo Minnucci – è invece il ricordo del sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra –. Il 'Capitano' sorprese tutti fin dal suo esordio e fu grazie all'intuito di un appassionato, Enzo Giordano, che questo leggendario cavallo ha iniziato un'epopea che abbiamo ammirato in tanti anni di competizioni e di cui conserveremo la memoria per sempre. Ho avuto il piacere di vederlo in più occasioni – prosegue –, anche a Fieracavalli a Verona, quando ormai le competizioni erano un bellissimo ricordo, ma l'ammirazione dei tifosi rimaneva immutata nel celebrarlo. Un onore, un tributo che il 'Capitano', ha meritato come nessun altro nel mondo dell'ippica”, conclude La Pietra.
Anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha commentato la morte del leggendario cavallo, che aveva 31 anni: “Buon viaggio, Capitano. Grazie per aver fatto sognare un Paese intero. Varenne non è stato semplicemente il più grande trottatore della storia. È stato un campione italiano nel senso più pieno del termine. Uno di quei fuoriclasse che riescono a superare i confini dello sport per entrare nel cuore delle persone. Quando correva, correva l'Italia – sottolinea –: ci ha fatto emozionare, ci ha fatto esultare, ci ha reso orgogliosi di essere italiani portando il nostro Tricolore sui più importanti ippodromi del mondo. Oggi se ne va il Capitano e con lui se ne va una pagina irripetibile dello sport italiano e dell'ippica mondiale”. Anche Zaia ricorda quando lo portò “a Fieracavalli Verona, quando aveva ormai concluso la sua straordinaria carriera agonistica, per tributargli un passaggio d'onore davanti a migliaia di persone. E l'ho rivisto ancora negli ultimi anni, sempre accolto come una vera star. Perché Varenne aveva compiuto qualcosa di rarissimo: era uscito dagli ippodromi per entrare nelle case degli italiani”.
“Un arresto cardiaco fulminante, veloce com'era lui in pista: non ha sofferto e questa è l'unica cosa che ci dà un po' di conforto. Mi piace pensare che sia andato via per ritrovare il suo storico proprietario, Enzo Giordano – è il pensiero di Dario De Angelis, titolare dell’allevamento LJ di Eboli, dove Varenne ha trascorso gli ultimi due anni, in un’intervista all’Agi –. Con Enzo ci conoscevamo da tantissimo tempo e ci teneva che il cavallo venisse da me. Varenne doveva arrivare persino prima, ma gli dissi di attendere la fine dell’attività di stallone. Purtroppo Enzo si è ammalato poco dopo e non ha potuto goderselo: per me avere qui Varenne è stata una cosa meravigliosa, ma accompagnata sempre da una punta di malinconia proprio per la mancanza del mio amico, che è scomparso poco più di un anno fa”.
In un post sui propri social, l’Anact ha scritto che “nel giorno più triste, gli allevatori italiani non possono fare altro che esprimere gratitudine e riconoscenza infinita a Varenne. È caduto dal cielo e ha reso una parte della vita e della professione di tutti gli ippici italiani una favola, vissuta ad occhi aperti, ammirando e fantasticando su quel fuoriclasse illogico, che prima vinse, poi stravinse e infine si è incarnato nella leggenda”. Un’esistenza “degna di un romanzo”, che ha segnato “un prima e un dopo Varenne” nell’ippica e nell’allevamento italiano. “Varenne – prosegue l’associazione – con i suoi infiniti successi ottenuti in tutto il mondo, su tutte le distanze, come mai nessun altro, e con la sua incredibile carriera di stallone, ci ha uniti, e ancor più irrazionalmente resi partecipi come se tutti fossimo in quota di quel sogno che si era realmente materializzato. Varenne ha salvato il trotto italiano nel momento più duro della crisi. Varenne ha rilanciato il sangue del cavallo trottatore italiano in una fase di stallo e di cambiamento. Varenne ha insegnato agli allevatori e agli allenatori italiani ad essere ambiziosi, a credere nei propri mezzi e ad andare oltre la ragione nelle avventure all’estero”.
“Non eri solo un campione. Eri un'emozione, un pezzo di storia dello sport italiano che abbiamo vissuto tutti, anche chi di ippica sapeva poco o nulla. Ci hai fatto esultare, commuovere, stare con il fiato sospeso. E certe emozioni non passano mai. Immenso Varenne”, ha scritto sui propri social Giovanni Malagò, presidente della Figc ed ex presidente del Coni.
RED/Agipro
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