ROMA - L'ippica “necessita di interventi urgenti e concreti”, e “ha bisogno che la Politica agisca per garantire interventi economici concreti”. È quanto si legge in una lettera firmata da ANACT, CIGA, FEDERNAT, Imprenditori Ippici, Ippica Nuova, Organismo Ippico, PTL, SNPAT, UPT e Urtuma, e rivolta al ministro alle Politiche agricole Francesco Lollobrigida, al sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, e al direttore generale per l’ippica Remo Chiodi.
Le associazioni hanno formulato, poi, una proposta in quattro punti:
- “ottenere un aumento dello stanziamento del montepremi di 20 milioni di euro annui per i prossimi tre anni. La finanziaria è ormai alle porte e il mantenimento o, addirittura, la riduzione di quello attuale non consentirebbe alla filiera di continuare a svolgere il proprio lavoro;
- una diversa distribuzione del montepremi a livello geografico per garantire alle macroaree ippiche analoghe disponibilità in funzione della presenza dei cavalli a livello quali-quantitativo. Premi più alti e riduzione dei costi per le scuderie attraverso una mirata gestione delle risorse e delle giornate di corsa;
- disdire e rivedere le convenzioni con le società di corsa. La qualità di molti dei nostri "teatri" è pessima per il disinteresse degli ippodromi e influisce in modo pesante sulla quantità e sulla qualità del lavoro degli attori principali dell'ippica (allevatori-proprietari-allenatori e guidatori). Troppi soldi spesi male;
- avere finalmente un sistema di pagamento dei premi che consenta agli operatori l'accredito dei premi in un massimo di 30 gg dalla data della corsa. Allo stato i pagamenti al 4% hanno ancora un ritardo di 120/130 gg mentre i pagamenti a fattura presentano un incredibile ritardo di oltre 10 mesi”.
I comparti delle categorie firmatarie, si legge, in mancanza di interventi immediati rispetto ai punti indicati, “si vedono costrette a comunicare che a decorrere dal giorno 01.01.2024 non saranno più in condizione di partecipare alle corse con la conseguente chiusura delle scuderie, il licenziamento delle migliaia di addetti e delle loro famiglie, la consegna al Ministero di migliaia di cavalli e fattrici, non potendo più le categorie sostenere il costo del mantenimento”.
RED/Agipro
Foto Credits Gianfranco Goria CC BY-NC-ND 2.0