ROMA - La Corte Suprema ha chiesto l'assistenza del governo centrale in una causa di interesse pubblico che chiede il divieto a livello nazionale delle piattaforme di gioco e scommesse online che presumibilmente operano sotto le mentite spoglie di e-sport e giochi social.
Come riporta Gamblig Insider, la petizione è stata presentata dal think tank Centre for Accountability and Systemic Change (CASC). L'appello stima che oltre 65 milioni di persone in India giochino online, generando un giro d'affari annuo superiore 18,5 miliardi di euro. Sostiene inoltre che gli operatori offshore devono più di 18 miliardi di tasse non pagate.
La petizione nomina sei imputati, tra cui quattro ministeri dell'Unione e gli operatori di app store Apple Inc. e Google India Pvt. Ltd. Chiede inoltre direttive alle piattaforme RBI, NPCI e UPI per bloccare le transazioni finanziarie che coinvolgono applicazioni di gioco non registrate e per avviare indagini tramite Interpol, CBI e l'Enforcement Directorate.
La CASC ha inoltre evidenziato le preoccupazioni relative alle sponsorizzazioni di app di gioco illegali da parte di celebrità, sostenendo che tali promozioni hanno alimentato la dipendenza dal gioco d'azzardo, le frodi e i problemi di salute mentale.
FRP/Agipro