LONDRA, dal nostro inviato - «Mi piace scommettere su tutto, dallo sport ai cavalli. Per quasi tutti i cittadini, il gaming non è un problema ma è  ora di pensare a quei 350,000 inglesi che invece hanno una dipendenza. La soluzione sta in una riforma del Gaming act del 2005 che tenga insieme le esigenze dell’industria e quelle dei consumatori. Ad esempio, riducendo le giocate e la pubblicità delle scommesse». Lo ha detto Tom Watson, uno dei leader del partito laburista inglese, durante la conferenza di apertura di Ice, a Londra. Watson è stato per anni un sostenitore del cambiamento della legge sui giochi nel Regno Unito, in netto anticipo rispetto alle pressioni contro il gaming presenti in mezza Europa. «Per una parte della popolazione, il gioco è un problema. Senza una riforma accettabile e da varare in tempi rapidi, il rischio è che il gioco finisca in un angolo buio come è successo all’industria del tabacco. Si potrebbero prendere misure draconiane, del tutto irragionevoli. Non credo sia questa l’intenzione del nuovo governo britannico, che ha un’idea aperta sul gaming, ma l’industria deve collaborare alla modifica delle regole». 

NT/Agipro