ROMA - Le spese sostenute dai concessionari del gioco pubblico per le campagne sul gioco responsabile, campagne di promozione e comunicazione non rientreranno più, dal punto di vista fiscale, nelle spese di pubblicità ma in quelle di rappresentanza. Allo stesso tempo non saranno più deducibili, ai fini dell'imposta sui redditi (Ires) e dell'Irap, le spese sostenute dagli operatori del gioco legale in campagne informative sui giochi medesimi e nei servizi di comparazione di quote o offerte. Lo riporta il dossier parlamentare sulla legge di conversione del Decreto Accise, attualmente in discussione in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati. Come appreso da Agipronews, queste due misure sul settore dei giochi dovrebbero essere trasferite in un nuovo disegno di legge, secondo quando prevede un emendamento presentato in Commissione dal Governo, che dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni.

Come spiega il documento parlamentare, nelle spese di rappresentanza dei concessionari rientreranno gli investimenti dello 0,2% annuale dei ricavi (con un massimo di 1 milione di euro) in campagne informative sul gioco responsabile e tutte le iniziative di contrasto al gioco patologico. Il testo richiama anche le linee guida di Agcom nel favorire "una comunicazione efficace nella prevenzione e nel contrasto dei disturbi da gioco d’azzardo" e nell'impedire che "la comunicazione sociale o di 'pubblicità progresso' sia utilizzata per aggirare il divieto di pubblicità e sponsorizzazione" previsto dal Decreto Dignità del 2018. Tutte queste disposizioni saranno in vigore dal periodo d'imposta 2026.

Foto credits: Manfred Heyde CC BY-SA 3.0

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