ROMA - L'istituzione di una tassa, a livello di Unione Europea, sui ricavi del gioco online rientrerebbe nelle competenze delle istituzioni comunitarie e non violerebbe le prerogative degli Stati membri in quanto, per la sua approvazione su eventuale proposta della Commissione, servirebbe il consenso unanime di tutti gli Stati membri nel Consiglio dell'Unione Europea. Lo ha scritto il commissario europeo Wopke Hoekstra, rispondendo a un'interrogazione alla Commissione degli eurodeputati Dick Erixon, Charlie Weimers e Beatrice Timgren del gruppo dei Conservatori e Riformisti, secondo cui l'Unione Europea non avrebbe il potere di approvare una misura fiscale simile. L'interrogazione era collegata alla risoluzione approvata dal Parlamento Europeo lo scorso 28 aprile, che ha proposto di valutare la possibilità di una tassa europea sul gioco online 

Nella sua risposta, Hoekstra ha sottolineato che, secondo il Trattato di funzionamento dell'Unione, l'Ue "ha competenza nell'armonizzare la legislazione in materia fiscale per il buon funzionamento del mercato interno" e "si dota di risorse proprie per finanziare le proprie politiche", risorse che "per loro natura sono competenze esclusiva dell'Ue". Il trattato riconosce inoltre al Consiglio dell'Unione Europea "il potere di istituire nuove categorie di risorse proprie" senza definire i limiti e la forma che possono assumere. Allo stesso tempo, la sovranità degli Stati membri è  tutelata dall'approvazione unanime in Consiglio e dal via libera dei singoli Stati membri secondo i "rispettivi requisiti costituzionali". Nel caso in cui si arrivasse a esaminare concretamente la proposta di una tassa europea sul gioco online, questo sarebbe il complesso iter burocratico da seguire.

DVA/Agipro

 

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