ROMA – Il Betting and Gaming Council britannico ha chiarito la propria posizione in merito alla nuova tassa obbligatoria che il Governo vorrebbe introdurre a carico degli operatori, per poter finanziare i programmi di ricerca, educazione e trattamento dei rischi legati al gioco, nell’ambito di una più ampia revisione della legislazione sul gioco.
In particolare, la BGC ha posto come condizioni che l’allocazione dei fondi avvenga in maniera indipendente e che la tassa sia modulata in modo da proteggere gli operatori presenti sul territorio con percentuali minori da pagare. Il Consiglio, infatti, ha sottolineato come gli operatori locali debbano già fare fronte a costi sproporzionati per spese fisse come licenze e staff, nonostante, dall’altro lato, stiano affrontando un periodo difficile dal punto di vista economico, a partire da una ripresa dopo il Covid più lenta di quanto previsto.
Secondo le stime di BGC, un tassa dell’1% applicata anche agli operatori basati sul territorio vorrebbe dire un impatto equivalente a circa il 10-15% sui profitti netti, proprio a causa dei costi fissi che non riguardano allo stesso modo gli operatori online.
AB/Agipro
Foto Credits Stefano Brivio (buggolo) CC BY 2.0