ROMA – Un nuovo studio accademico sostiene che i regolatori scandinavi avrebbero bisogno di una cooperazione più stretta per comprendere a pieno la portata del mercato illegale del gioco online. Come riporta Focus Gaming News, la revisione, pubblicata su PLOS One, ha evidenziato che i tentativi di misurare l’attività offshore in tali mercati sono compromessi da dati frammentari e metodologie incoerenti.

Ricercatori da Finlandia, Danimarca, Svezia e Norvegia hanno analizzato un totale di 32 studi condotti per il 2010 e il 2024, portando alla conclusione che non esiste “uno standard di riferimento o un unico metodo affidabile per misurare in modo conclusivo il gioco d’azzardo offshore”. Il documento sottolinea come la maggior parte dei dati e delle stime provengano da un unico fornitore, i cui metodi, però, appaiono poco trasparenti agli occhi dei ricercatori, portando, di conseguenza, a scelte “non pienamente consapevoli” da parte degli operatori.

Altri dati che emergono dallo studio riguardano i comportamenti dei giocatori. Ad esempio, in Finlandia il 98% delle persone che hanno dichiarato di giocare su mercati illegali ha spiegato di giocare anche in quello regolamentato, dedicando a quest’ultimo solo un terzo della spesa totale. Inoltre, il gioco offshore riguarda i prodotti più rischiosi.

AB/Agipro

 

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