ROMA - Il ministro dello Sviluppo pubblico e dell’Amministrazione in Romania, Attila Cseke, ha proposto che siano i municipi a decidere sull'apertura di nuove sale da gioco e punti scommesse. La misura rientra nella nuova strategia del primo ministro Ilie Bolojan per lo sviluppo economico delle aree urbane e rurali. Se approvata, la riforma darà ai municipi il potere non solo di autorizzare o vietare le attività legate al gioco, ma anche di imporre una tassa annuale, il cui importo sarà determinato localmente. “Non ci sarà un tetto massimo: decideranno i municipi”, ha dichiarato Cseke.
Il Governo precedente di Marcel Ciolacu, aveva invece vietato slot machine e sale scommesse nei centri con meno di 15.000 abitanti, per proteggere le comunità più vulnerabili.
Come riporta Sbc News, il Ministero delle Finanze, guidato da Alexandru Nazaré, ha avviato parallelamente una revisione del sistema fiscale del settore giochi. Tra le misure in studio, nuove imposte sui profitti delle società di gioco e sulle vincite dei clienti, con un potenziale gettito stimato in oltre un miliardo di euro all’anno. Già confermata inoltre l’introduzione di una normativa unificata sull’autoesclusione, obbligatoria per tutti gli operatori autorizzati. Le attività già esistenti avranno sei mesi per ottenere l’autorizzazione dai Comuni, pena la chiusura.
DVA/Agipro