ROMA – Il mancato riconoscimento delle sentenze di giudici di stati membri dell’UE accende lo scontro tra Malta e la Commissione Europea, che ha aperto pochi giorni fa una procedura di infrazione per la violazione del Regolamento europeo che disciplina la giurisdizione e il riconoscimento delle decisioni in materia civile e commerciale all’interno dei Paesi membri dell'Unione. In riferimento al gioco online, la Malta Gaming Authority risponde oggi sostenendo che nella norma interna non vi è imposto un divieto assoluto di esecuzione delle sentenze europee contro le società di gioco autorizzate a Malta, né le protegge da azioni legali presso altri tribunali dell’UE.
Dall'adesione di Malta all'Unione Europea, la sua licenza per il gioco online è stata concepita come una licenza "point-of-supply". Ciò significa che gli operatori autorizzati a Malta possono offrire i loro servizi su base transfrontaliera, a condizione che abbiano una valida base giuridica per farlo e che continuino a rispettare il quadro normativo maltese. Quest’ultimo si impegna a promuovere il gioco responsabile e a tutelare tutti i giocatori, a prescindere dalla loro residenza.
In quanto Stato membro che opera nell'ambito del diritto dell'UE, Malta ha costantemente sostenuto che il suo quadro normativo in materia di gioco è in linea con i principi stabiliti dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) e con le libertà fondamentali sancite dal Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), in particolare la libera prestazione dei servizi e la libertà di stabilimento.
Come chiarito dall’Authority maltese, la legge sul gioco non introduce motivi nuovi o distinti per rifiutare il riconoscimento o l'esecuzione delle sentenze, oltre a quelli già previsti dal Regolamento UE. Pertanto, l'MGA afferma che continuerà a sostenere il governo nazionale nell'instaurare un dialogo aperto e costruttivo con la Commissione Europea.
FRP/Agipro