ROMA - La Grai, nuovo ente regolatore del gioco in Irlanda, ha risposto alle preoccupazioni degli operatori emerse dalla consultazione pubblica avviata per conoscere le opinioni in merito al quadro normativo delle nuove licenze. L'autorità ha ricevuto 27 contributi, principalmente da operatori del settore, ma anche da consulenti ed enti pubblici. Contributi che la Grai ha definito, in un comunicato, "pragmatici e costruttivi".

Come riporta Focus Gaming News, diverse società del gioco sono preoccupate dal prezzo delle licenze che dovrebbe essere proporzionato ai ricavi dell'operatore, rischiando però di creare discrepanze. La Grai si è dichiarata disponibile a considerare tariffe differenziate con una proporzione che considera non solo il fatturato ma anche gli utili effettivi degli operatori. Altra obiezione sollevata è la durata triennale delle licenze, troppo breve, secondo alcune società, se paragonata a quella di altri Paesi come Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania e altri mercati europei. In questo caso, la Grai ha preso atto della posizione di diversi operatori ma intende mantenere inizialmente la durata di tre anni, definendola "un punto di partenza appropriato". L'ente regolatore si impegna, d'altra parte, a rivedere in futuro la durata delle licenze, quando l'intero nuovo quadro normativo del settore sarà definito meglio.

DVA/Agipro