ROMA - «Sull’interesse privato imprenditoriale prevale l’interesse pubblico alla salute, per soddisfare il quale sono emanate le misure di contrasto alla ludopatia». Lo ha ribadito il Tar Emilia Romagna con un decreto, relativo a un ricorso presentato da un esercente di Formigine (Modena) contro il provvedimento di chiusura della sua sala, perchè troppo vicina ai luoghi sensibili disposti dalla delibera regionale e dalla mappatura del Comune. I giudici amministrativi si riservano di approfondire la questione nella camera di consiglio fissata per il 15 gennaio 2020, ed evidenziano che non è possibile accogliere l'istanza cautelare, perché non è assistita dal «requisito del particolare periculum in mora, tenuto conto che la chiusura della sala giochi era prevista almeno dal 2 aprile 2019, con atto impugnato col ricorso introduttivo, e che la ricorrente ha quindi avuto un lungo periodo di tempo per trovare soluzioni imprenditoriale alternative».

SA/Agipro