ROMA - Sono due le ordinanze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, collegate al settore dei giochi in Italia, presenti nell'Elenco delle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione Europea aggiornato al 31 marzo e trasmesso alla Camera dei Deputati da Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei. 

La prima, dello scorso 12 gennaio, è una conseguenza di un rimando del Tar del Lazio nella causa di Cirsa Italia contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulle proroghe delle concessioni degli apparecchi da gioco. Il documento chiarisce come la direttiva europea del 2014 sulle concessioni si applichi anche a quelle aggiudicate in precedenza.

La seconda ordinanza invece, datata 23 marzo, è collegata a una richiesta del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia e stabilisce che la normativa italiana, secondo cui la raccolta delle scommesse deve essere subordinata a una concessione dello lo Stato e a un'autorizzazione della Polizia, non è contraria ai principi di libertà d'iniziativa economica e prestazione dei servizi, stabiliti dall'Unione Europea, quando viene applicata per il contrasto alla criminalità organizzata. Una causa nata al rifiuto della Questura di Ragusa di concedere l'autorizzazione a un centro scommesse che operava per conto di un bookmaker estero senza concessione italiana.

DVA/Agipro

 

Foto credits: Manfred Heyde CC BY-SA 3.0

 

Agipronews è anche su Whatsapp! Iscriviti al canale per rimanere sempre aggiornato, cliccando qui: https://whatsapp.com/channel/0029VbBR2Gx23n3m47K2xS1S