ROMA – Il Brasile ha una legge che regola le scommesse sportive. Dopo l’approvazione di Camera e Senato, infatti, lo scorso 30 dicembre la norma è stata firmata dal presidente Lula dopo un iter partito da settembre, che ha superato oltre cento emendamenti. L’approvazione alla Camera dei deputati è avvenuta grazie a 261 voti a favore e 120 contrari. Come si legge su SBC News, il presidente ha però imposto dei veti: è stata revocata l’esenzione per i premi in denaro sotto i 450 euro, facendo appello al principio dell’equità della tassazione su cui Lula basa la propria visione dell’economia. Su queste correzioni del presidente dovrà esprimersi il Congresso Nazionale, che potrà confermarle o annullarle.
Sono state mantenute le proposte della Commissione Finanze per la struttura della tassazione: gli operatori con licenza dovranno versare un’aliquota del 12%, mentre i premi dei giocatori andranno incontro ad una tassazione del 15%. Le licenze avranno un costo di 5,5 milioni di euro e consentiranno l’amministrazione per ogni operatore di massimo tre brand differenti nel Paese. A poter acquisire una licenza saranno solamente gli operatori con sede in Brasile e approvati dalla legge dello Stato.
Gli incassi del settore saranno così ripartiti: 36% allo sport, 28% al turismo, 13,6% alla pubblica sicurezza e 10% all’istruzione. L’1% sarà devoluto alla sanità. Nel 2024 saranno pubblicate le prime norme di regolazione per avviare il mercato legale. Verrà, inoltre, nominato un “supervisore del mercato” che avrà contezza della situazione globale del settore. Prima dell’approvazione, il Ministero delle Finanze aveva già ricevuto l’interesse ad entrare nel mercato regolato da parte di 134 aziende del settore.
GF/Agipro