ROMA - «Convegni come questo esaminano il gioco da un punto di vista tecnico e scientifico. L'analisi nell'ambito del settore è sempre più avanzata. A fronte di questo, vediamo invece che l'analisi di chi deve prendere decisioni politiche sul mondo dei giochi è sempre più superficiale. Per questo noi continuiamo a chiedere un confronto analitico e laico alle istituzioni, che non ci viene concesso». Questa la disamina di Armando Iaccarino, presidente del Centro Studi Astro, nel corso del convegno “Occupazione, fiscalità, territorio: quale futuro?” in corso a Milano. «C'è ancora chi dice che il nostro mondo deve essere regolamentato di più e che le sanzioni vanno ancora aumentate. Il che è un assurdo – ha continuato - Siamo regolamentati come nessuno e aumentare le pene a dismisura dà solo l'impressione del rigore, ma in realtà conduce sulla strada opposta».
Sulla formazione, poi, Iaccarino ha evidenziato: «Si può fare molto, anche se i nostri mezzi non ci garantiscono un successo completo nella lotta alla ludopatia. La tecnologia ci può aiutare, per esempio con un alert, o addirittura con una interruzione forzata, quando il gioco diventa eccessivo. I nuovi apparecchi che fra 18-20 mesi dovrebbero entrare in esercizio sono predisposti per una efficace lotta agli eccessi». E sulla distribuzione ha concluso: «È un tema politico, non tecnico. La riduzione dell'offerta è in parte figlia di un pregiudizio sbagliato, che l'offerta determini la domanda. Semmai è la domanda che determina la dimensione del mercato. Bisogna tornare alle misure di riduzione dell'offerta e distribuzione equilibrata che sono contenuti nell'intesa Stato-Regioni del 2017. Su questi temi vorremmo confrontarci con chi è chiamato a prendere decisioni politiche sul settore».
MF/Agipro